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Vigilanza ittico venatoria


REGOLAMENTO SULLA VIGILANZA VOLONTARIA ITTICA  E VENATORIA.

 

 

Art.1

Finalità ed ambito di applicazione

Il presente regolamento si applica al procedimento amministrativo, teso all’ottenimento del riconoscimento della nomina a Guardia Giurata Volontaria – successivamente indicata G.G.V.- addetta alla vigilanza ittica e alla vigilanza ittico – venatoria, di cui all’art.163, comma III lett. a) e b) del  D. Lgs. 31/03/1998 n°112 ed ai sensi e per gli effetti dell’art.27 della L. 11/02/1992 n°157, dell’art. 28 della L.R. 10/04/1996 n°8, dell’art. 31 del T.U. delle Leggi sulla Pesca, approvato con R.D. 08/10/1931 n°1604, e dell’art. 22 della L. 14/07/1965 n°963.

Art. 2

 

Requisiti per il riconoscimento della nomina a G.G.V.

Il soggetto per il quale viene chiesto il riconoscimento della nomina a G.G.V. deve essere in possesso dei seguenti requisiti:

  1. cittadinanza di uno Stato facente parte dell’Unione Europea;
  2. raggiungimento della maggiore età;
  3. possesso di titolo di studio della scuola dell’obbligo;
  4. assenza di condanne penali per delitto non colposo;
  5. possesso del requisito della buona condotta, ai sensi dell’art. 138 del T.U.P.S.

Per l’esercizio della vigilanza venatoria è, inoltre, necessario conseguire l’attestato di idoneità rilasciato, previo superamento di apposito esame, dalla Regione Campania, ai sensi dell’art.27 comma 4 della L. 11/02/1992 n°157 e 28 comma 4 della L.R. 10/04/1996 n° 8, fatta eccezione per quanto previsto dall’art. 28 comma 13 della L. R.  10 aprile 1996 n° 8.

Nella valutazione del requisito della buona condotta, si terranno presenti i seguenti elementi:

  1. eventuali pendenze penali;
  2. condanne definitive per la commissione di contravvenzioni penali in violazione della normative regolanti l’attività venatoria, la pesca e la salvaguardia dell’ambiente anche se estinte a seguito di oblazione;
  3. sussistenza di violazioni di carattere amministrativo alla normativa regolante la caccia, la pesca e l’ambiente nei 5 anni precedenti;
  4. informazioni di polizia fornite dall’Autorità di Pubblica Sicurezza.

 

Art.3

Modalità per l’attivazione del procedimento

L’istanza per il riconoscimento della nomina a G.G.V. può essere avanzata dalle associazioni venatorie, agricole e di protezione ambientale  presenti nel comitato tecnico faunistico venatorio nazionale, nonché dalle associazioni di protezione ambientale riconosciute dal Ministero dell’Ambiente.

Per la sola vigilanza ittica, l’istanza può essere avanzata anche dalle associazioni di pescatori o protezionistiche e da chiunque vi abbia interesse, a norma dell’art. 31 del R.D. 1604/1931 e dell’art. 22 della L. 963/1965.

La richiesta, compilata su carta intestata dell’associazione, deve essere sottoscritta dal rappresentante dell’associazione richiedente e dal soggetto per il quale si richiede il riconoscimento. La stessa deve contenere i dati anagrafici del soggetto per il quale si richiede il riconoscimento.

I requisiti di cui ai numeri 1,2,3,4 dell’articolo precedente, unitamente alla mancata conoscenza di essere sottoposti a procedimento penale, possono essere certificati oppure attestati sotto la propria responsabilità mediante  dichiarazione sostitutiva ai sensi dell’art. 46 del D.P.R. 28/12/2000 n°445.

E’ possibile utilizzare gli appositi moduli di autocertificazione predisposti dall’Amministrazione Provinciale di Napoli.

Il requisito della buona condotta è, invece, oggetto di accertamento da parte dell’Amministrazione Provinciale di Napoli.

Art. 4

Vigilanza ittica nelle acque marittime

Il rilascio del provvedimento di riconoscimento della nomina a G.G.V. addetta alla vigilanza ittica nelle acque marittime è subordinato al previo parere favorevole del Capo del Compartimento Marittimo, ai sensi dell’art. 22 della L. 14/07/1965 n°963.

In assenza di parere favorevole del Capo del Compartimento Marittimo, il provvedimento di riconoscimento della nomina a guardia ittica menzionerà soltanto la vigilanza nelle acque interne.

 

 

Art.5

Decorrenza del termine iniziale del procedimento

Il termine iniziale del procedimento decorre dalla data di ricevimento dell’istanza da presentarsi al Protocollo Generale dell’Ente.

L’istanza deve essere redatta nelle forme e nei modi stabiliti dal presente regolamento e deve essere corredata dalla documentazione relativa alla sussistenza dei requisiti e delle condizioni richiesti dalla legge o dal regolamento per l’adozione del provvedimento finale.

Qualora l’istanza sia irregolare o incompleta, il responsabile del procedimento ne dà comunicazione all’associazione richiedente, indicando le cause di irregolarità o incompletezza. In tale circostanza il termine iniziale decorre dalla data di regolarizzazione dell’istanza o di presentazione della documentazione di completamento.

Art.6

Termine finale e sospensione per acquisizione di informazioni sul requisito della buona condotta

Il procedimento si conclude con un provvedimento espresso di riconoscimento della nomina a G.G.V., oppure di rigetto, nel termine di 90 giorni decorrenti dall’inizio dello stesso.

Il termine finale del procedimento, per il primo rilascio del provvedimento, è sospeso durante il tempo necessario all’acquisizione delle informazioni di polizia, dal momento della richiesta delle stesse.

In caso di rinnovo, al termine dei 90 giorni il provvedimento viene comunque rinnovato, anche in assenza di ricezione delle informazioni di polizia, purché sussistano tutti gli altri requisiti indicati dall’art. 2 e sia completa la relativa documentazione di cui all’art. 3 del presente Regolamento.

Il termine finale può essere prorogato per straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell’istruttoria. In tal caso il responsabile fornisce apposita comunicazione  all’interessato, anche per il tramite dell’associazione, motivando le ragioni della proroga e il termine nuovo entro cui verrà adottato l’atto.

 

Art.7

Provvedimento di conclusione del procedimento

Il provvedimento di conclusione del procedimento assume la forma di determinazione del Dirigente della Direzione Agraria –Agricoltura -Forestazione - Caccia – Pesca, in aderenza al dettato dell’art.107 del D.Lgs 14/08/2000 n°267.

Art.8

Responsabile del Procedimento

Ufficio preposto agli accertamenti e valutazioni istruttorie del presente procedimento è la Direzione Agraria –Agricoltura -Forestazione - Caccia – Pesca, Ufficio Caccia e Pesca.

Il nominativo del responsabile del procedimento è comunicato periodicamente, per serie di procedimenti, ai responsabili delle associazioni o ai diretti interessati.

Il responsabile svolge le funzioni indicate nell’art. 6 della L. 07/08/1990 n°241 e dalle altre leggi che ne determinano le attribuzioni, ivi compresi i compiti attinenti all’applicazione della normativa sulle dichiarazioni sostitutive di certificazione di cui al D.P.R. 28/12/2000 n°445.

 

Art.9

Partecipazione al procedimento e accesso agli atti.

Le modalità di partecipazione al procedimento  e di accesso agli atti sono delineate dalla L. 07/08/1990 n°241 e dal vigente Regolamento provinciale sull’Accesso agli atti.

Gli interessati possono presentare memorie scritte, documentazione aggiuntiva o rettificativa, addurre osservazioni e pareri, nel rispetto delle esigenze di celerità e snellezza del procedimento.

 

Art.10

Validità temporale e rinnovi del provvedimento

Il riconoscimento della nomina a G.G.V. ha durata annuale dalla data del rilascio.

Le nuove G.G.V. dovranno, prima di entrare in servizio, prestare giuramento dinanzi al Sindaco o al funzionario preposto del Comune di residenza, ai sensi dell’art.231 del D.Lgs 19/02/1998 n° 51.

Il riconoscimento della nomina a G.G.V.  è rinnovabile anno per anno, previa presentazione di istanza di rinnovo corredata da certificazione, o dichiarazione sostituiva, concernente il casellario giudiziale e i carichi pendenti.

L’istanza di rinnovo va presentata 90 giorni prima della scadenza.

Qualora la guardia volontaria si dimetta dall’associazione per la quale esercita la vigilanza, deve consegnare il provvedimento di riconoscimento all’Ufficio preposto al procedimento e astenersi dall’esercitare al vigilanza dal momento delle dimissioni.

Analoga disposizione si applica nel caso in cui venga espulsa dall’associazione ovvero nel caso in cui i responsabili di questa chiedano la revoca della sua nomina.

Il responsabile dell’Associazione è tenuto a comunicare all’Ufficio preposto al procedimento le motivazioni dell’espulsione o della richiesta di revoca, da valutarsi per eventuale successiva istanza presentata da altra Associazione per la medesima guardia.

All’eventuale  istanza presentata da diversa associazione per la guardia dimessasi, va allegata copia delle dimissioni.

Art.11

Controlli sull’operato delle G.G.V.

Le associazioni devono verificare che il comportamento delle guardie a loro assegnate sia improntato al rispetto della legge e alla massima correttezza , impedendo  ogni eventuale tentativo di abusare del titolo oggetto del presente regolamento.

Le guardie possono esercitare la vigilanza soltanto nel territorio della Provincia di Napoli e, durante il servizio, devono essere munite di:

1)provvedimento di riconoscimento della nomina a G.G.V.;

2) tesserino personale rilasciato dall’associazione di appartenenza recante il logo e la sigla della stessa.

Le guardie possono indossare divise soltanto in seguito ad approvazione delle competenti autorità amministrative.

L’Amministrazione Provinciale di Napoli coordina l’attività delle G.G.V., fatte salve le attività di vigilanza e di controllo svolte dalle G.G.V. su iniziativa e disposizione delle Associazioni di appartenenza..

L’Amministrazione Provinciale di Napoli può avvalersi delle G.G.V. per lo svolgimento dell’attività di vigilanza in collaborazione o affiancamento del Corpo di Polizia Provinciale.

Le Associazioni sono tenute ad inviare, in via collaborativa,  all’Ufficio Caccia e Pesca:

  1. Con cadenza semestrale, relazioni sull’attività svolta dai propri agenti;
  2. Con cadenza trimestrale, gli ordini di servizio osservati dagli agenti nel trimestre precedente

 

Art.12

Sospensione e revoca del riconoscimento

La perdita temporanea di almeno uno dei requisiti previsti per il riconoscimento comporta la sospensione dell’efficacia del provvedimento per un periodo massimo di 6 mesi.

La perdita definitiva di almeno uno dei requisiti su citati comporta la revoca della qualifica di G.G.V.

Nella verifica della perdita del requisito di buona condotta, si valuta anche la condotta tenuta nell’esercizio delle funzioni, indipendentemente dalla loro rilevanza penale, in relazioni a fatti documentati.

La revoca del provvedimento è altresì disposta nel caso in cui sia accertata la falsità delle dichiarazioni rese in sede di istanza di rilascio o di rinnovo. In tal caso il dichiarante incorrerà anche nelle conseguenze penali richiamate dall’art.76 del D.P.R. 28/12/2000 n°445.

Art.13

Poteri e compiti delle G.G.V.

Le G.G.V. possono compiere tutti gli accertamenti previsti dalla legislazione nazionale e regionale.

Nello svolgimento della propria attività le Guardie volontarie sono tenute ad osservare scrupolosamente le modalità previste nel presente regolamento.

Le Guardie volontarie sono inoltre tenute a rispettare le seguenti disposizioni:

  1. prestare il proprio servizio con diligenza;
  2. rivolgersi all’utenza durante i servizi qualificandosi con chiarezza ed esibendo comunque il tesserino di riconoscimento;
  3. effettuare le contestazioni nel rispetto della legge, compilando in modo chiaro e completo i rapporti di servizio e ogni altro eventuale atto previsto.

E’ fatto divieto di richiedere o accettare compensi di qualsiasi natura per l’attività di vigilanza svolta in qualità di Guardia volontaria, ad eccezione e comunque esclusivamente a titolo di rimborso, da parte dell’associazione di appartenenza, delle spese sostenute dalle Guardie nell’ambito del servizio svolto.

Fermo restando quanto previsto dall’art. 251 del R.D. 6 maggio 1940 n. 635, è fatto divieto di esercitare attività di vigilanza all’interno di strutture faunistiche private o di aziende da parte di Guardie volontarie che risultino concessionarie o comunque ricoprano incarichi di responsabilità nella gestione nelle stesse.

Le nostre Guardie Giurate Volontarie, Ittiche, Venatorie e Ambientali svolgono attività, a titolo volontariato e gratuito, per la vigilanza sullo svolgimento della caccia, della pesca e della raccolta dei prodotti del sottobosco e per la salvaguardia della flora.

Professionisti nel campo dell’Investigazione operano, con la dovuta attenzione, alle tematiche relative ai fenomeni criminali connessi all'ambiente e dei delitti della criminalità ambientale, scoperte di una discariche abusive, raccolta illecita di rifiuti e una attività di forte sensibilità verso i valori del rispetto e della tutela dell'ambiente.

Servizi di collaborazione con la Polizia Provinciale alla tutela e alla salvaguardia dell’ambiente e del patrimonio faunistico. Attività volta a realizzare una presenza attiva sul territorio finalizzata a promuovere l’educazione ad un corretto uso dell’ambiente ed il rispetto della legalità anche attraverso azioni di informazione rivolte ai cittadini.

 

Funzioni di polizia giudiziaria

                       

GUARDIE ECOLOGICHE VOLONTARIE

Le Guardie ecologiche sono pubblici ufficiali e non rivestono qualifiche di PoliziaGiudiziaria poiché per loro natura sono istituite sulla base di leggi regionali e l'unica prerogativa in materia penale è quella dello Stato. Non sono escluse però tali funzioni in qualità di soggetti addetti alla vigilanza sulla materia venatoria o in altre materie in cui  le G.E.V. risultino addetti alla vigilanza e in cui siano previsti reati .

 

GUARDIE VENATORIE VOLONTARIE

Pur non essendo chiaro se le guardie venatorie volontarie rivestano  la qualifica di pubblico ufficiale  o di incaricato di pubblico servizio, nell'esercizio della vigilanza sull'attività venatoria e solo su di essa, vengono loro spesso attribuite  funzioni diPolizia Giudiziaria .Pareri queste riconosciuti come orientamento generale delle Procure in virtù'della norma speciale che prevede reati(legge157/92). Il parere seppur rilasciato in forma scritta non è vincolante (se non per chi lo ha rilasciato) e può non essere condiviso da altri Magistrati anche della stessa Procura che, sono autonomi nel proprio giudizio.

E' doveroso aggiungere che il Consiglio di Stato  ha escluso tale funzione.

Il riconoscimento o meno di questa  funzione è causa a volte  di controversie e ricorsi giudiziari da parte di trasgressori.

A volte nell'organizzazione di vigilanza venatoria volontaria è presente anche la figura dell'Ufficiale di Polizia Giudiziaria,riconosciuta nell'ambito  esclusivo della legge 157/92.

 

NOTA La legge statale sulla caccia (considerata una legge di specialità), prevede  sanzioni amministrative e reati.

La Procura della Repubblica può ovviamente delegare di volta in volta  a tali operatori di vigilanza le competenze di P.G. o con delega ad personam o con delega generale, tale facoltà è concessa dal nostro ordinamento all'Autorità Giudiziaria, la sola che possa disporre sulla Polizia Giudiziaria.

 

GUARDIE ITTICHE VOLONTARIE

A differenza delle due figure citate in precedenza  la qualifica di agenti di polizia giudiziaria è stabilita in maniera inequivocabile da un' articolo di legge (art 31Regio Decreto 8 ottobre 1931, n. 1604 tutto oggi in vigore) riportato di seguito.

Anche in questo caso nell'organizzazione di vigilanza ci sono casi in cui è presente un'ufficiale di polizia giudiziaria

 

*art 31. Le province, i comuni, i consorzi, le associazioni e chiunque vi abbia interesse possono nominare e mantenere, a proprie spese. agenti giurati per concorrere alla sorveglianza sulla pesca tanto nelle acque pubbliche, quanto in quelle private. Gli agenti debbono possedere i requisiti determinati dall'art. 81 del regolamento 20 agosto 1909, n. 666 (1), prestare giuramento davanti al pretore, ed essere singolarmente riconosciuti dal prefetto. Essi, ai fini della sorveglianza sulla pesca, hanno qualità di agenti di polizia giudiziaria.

(1) Ora art. 138, R. D. 18 giugno 1931, n. 773.

 

GUARDIE ZOOFILE :

Con la privatizzazione dell'Ente Nazionale di Protezione degli Animali ,sono scomparse le guardie zoofile dipendenti dallo Stato che rivestivano la qualifica di PG. Le associazioni di protezioni animale e ambientali in virtù delle normative in vigore hanno ovviato a questa carenza proponendo la stessa figura volontaria, ricalcando  medesime funzioni degli ex dipendenti. Da ultimo la legge del 20 luglio 2004 “Disposizioni concernenti il divieto di maltrattamento degli animali, nonché di impiego degli stessi in combattimenti clandestini o competizioni non autorizzate.” all'art. 6  comma 2 nel menzionare le guardie particolari giurate delle associazioni si fa esplicito riferimento a funzioni di polizia giudiziaria riferendole al  codice di procedura penale art 55 e 57 pur vincolandole ai limiti dei decreti Prefettizi di nomina.

 

Art. 14

Disposizioni finali

Nel rinnovare i provvedimenti su citati verrà espunta dal dispositivo la dizione “Vigilanza Ambientale” e conservato esclusivamente il riferimento alla Vigilanza Ittica e/o Venatoria.

Si richiamano, per tutto quanto non previsto, le disposizioni di legge vigenti in materia.